the newmediologo

21 agosto 2008

9 commenti »

  1. Ma anche nelle piattaforme professionali e nei contesti professionali, IMHO, vale quello che hai scritto e che condivido:

    ……L’essere social dovrebbe estendersi nel mondo esterno e non rimanere in rete, l’essere social dovrebbe poi voler dire riuscire a finalizzare la propria presenza 2.0 in maniera tale che anche questa esca dalla rete per manifestarsi in relazioni amichevoli o professionali nel mondo reale..

    è anche questa una sfida. Didintermiedare le funzioni e i ruoli e pensare al lavoro come somma di collaborazioni di tipo paritetico.

    ciao

    Commento di gigicogo — 22 agosto 2008 @ 22:29 | Rispondi

  2. l’idema MILANIN mi piace un sacco, ma il problema è sempre quello, in una grande metropoli come milano/roma/napoli/torino ancora si riesce ad organizzare qualcosa di simile, ma nelle piccole realtà? che facciamo succursali? miniclub?

    Commento di manfrys — 22 agosto 2008 @ 23:06 | Rispondi

  3. in perfetta sintonia, anzi corrisponde proprio a quanto scrivendo sul mio blog in questi giorni.

    Commento di gino — 23 agosto 2008 @ 11:45 | Rispondi

  4. Secondo me l’essere SOCIAL deve essere in primo luogo al di fuori della rete.

    Le piattaforme sociali cono come un potenziamento dell’estro personale e permettono di fare cose che magari nella real life è complicato da mettere in pratica.

    Se poi parliamo di quella parte di social che riesce a relazionarsi esclusivamente tramite i social netwrok quello li è un altro discorso che spazia nella psicologia

    Per me un social network è come una specie di energy drink dell’estro.

    Commento di Vibes — 23 agosto 2008 @ 11:50 | Rispondi

  5. Su MySpace esistono tantissimi account di cantanti e gruppi musicali famosi e da qualche parte ho letto che i ghost-user 2.0 che stanno dietro a questi account, che accettano gli adding e aggiornano le foto, sono la versione del terzo millennio dei press agent che spediscono la foto con la firma “falsa” (a volte è un timbro, a volte è stampata) sulla cartolina con il volto del cantante ai fan che la richied(evan)o.

    Commento di Tiki Legend — 28 agosto 2008 @ 12:50 | Rispondi

  6. quoto in tutto e per tutto il tuo post e mi sento di quotare anche i commenti che le persone hanno lasciato.
    sono totalmente nella stessa onda di pensiero e sentimento. il social network può essere un modo per affinare e progredire a distanza quello che è nato nel reale, oppure può essere il viatico per nuove relazioni nel sociale (professionali o amicali) che poi possono essere affinate, come sopra, nei social net, oppure trovare, nei SN, una maniera complementare e MAI PRIORITARIA, di costruzione delle relazioni.

    il resto è noia, fuffa, cose e criptorelazioni inutili che non hanno capo, coda, sostanza. frutto di una moda (che ricordo essere una curva statistica) e di ben poco altro.

    la questione però è culturale. e la fuffa del 2.0 altro che non è che l’ombra dell 1.0 con un nome e un cognome. internet ha ancora, per molti, il portato e il vissuto di qualcosa di protetto e nascosto. di distaccato. ecco perchè c’è tanto nulla. e pochi attivi.
    ma non puoi buttar via chi non ne fa un buon uso. ma costruire con passione un uso efficace, consapevole, costruttivo.

    ciao!

    Commento di alberto — 29 agosto 2008 @ 14:49 | Rispondi

  7. […] alcuni settori della pubblica amministrazione, dell’istruzione, aziendali, ecc. Ma non solo. In questo articolo del blog NewMediologo si auspica un modo più “alto” di relazionarsi in internet: […]

    Pingback di Sono social « Diario Semistupido — 11 settembre 2008 @ 23:58 | Rispondi

  8. “del resto sarebbe inconcepibile che chi è abituato a parlare di innovazione non la usi nella sua attività professionale”

    ecco! è inconcepibile che nonostante la diffusione dei social network, non si riesca ad utilizzare strumenti analoghi per lavorare a distanza, collaborare insieme on the job, non soltanto per apprendere!
    una emigrazione virtuale potrebbe risolvere la crisi occupazionale, rendere tangibile l’accessibilità, e via e via!
    forse mancano i contenuti… la sostanza! solo in Italia è così vacuo questo modo di interagire?

    eppur si muove…

    Commento di Elena — 10 ottobre 2008 @ 20:11 | Rispondi

  9. […] alcuni settori della pubblica amministrazione, dell’istruzione, aziendali, ecc. Ma non solo. In questo articolo del blog NewMediologo si auspica un modo più “alto” di relazionarsi in internet: […]

    Pingback di Sono social - Diario Semistupido — 25 giugno 2011 @ 10:43 | Rispondi


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