the newmediologo

27 maggio 2008

Ad ognuno la sua sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro

Tutte le volte che mi capita di leggere di un incidente sul lavoro mi chiedo di chi possa essere la responsabilità mentre tutte le volte che l’incidente magari mortale è causato da una caduta dall’alto sono sicuro che la responsabilità è da ascrivere proprio al lavoratore vittima dell’incidente che, nella maggior parte dei casi, avrebbe potuto evitare la caduta fatale osservando le prescritte norme di sicurezza..

Un articolo di ieri sul Corriere.it riporta la situazione in un cantiere a Milano in cui si costruisce un edificio della CGIL e mostra i lavoratori presenti in cantiere ignorare qualsiasi norma di sicurezza: ponteggi non a norma, caschi non indossati, imbragature di sicurezza non utilizzate e tutti i presupposti perché un incidente possa capitare ed avere conseguenze anche gravi..

Il video realizzato da tre studenti della Scuola di Giornalismo della Università Cattolica, viene mostrato ad un responsabile del sindacato che tuona e si indigna prima di scoprire che il cantiere incriminato appartiene proprio alla CGIL mentre il capo cantiere intervistato alza le braccia e dice che “non è possibile obbligare i lavoratori ad osservare le norme” mentre l’incaricato della ASL che dovrebbe sorvegliare sui cantieri scrolla le spalle dicendo che non ci sono abbastanza risorse per effettuare i controlli..

Credo che, ferme restando tutte le responsabilità di terzi, che sia in primis il lavoratore a dover fare opera di “autosicurezza”, visto che un caschetto omologato anche se non fornito costa pochi euro e che una imbragatura a norma può altrettanto efficacemente essere sostituita da pochi metri di cima con un nodo savoia ben fatto.

Forse questa posizione potrà anche dare adito a delle polemiche ma i tonfi provocati da persone che cadono da tetti o impalcature possono e devono essere evitati, dove sia possibile effettuare dei controlli questi vanno fatti e qulora ci sia da applicare delle sanzioni queste vanno applicate anche se esistono, come riportato da un articolo di ieri su Corriere.it, delle difficoltà burocratiche pressocchè insormontabili ed il fatto che le sanzioni pecuniarie applicate sono irrilevanti rispetto al giro di affari.

La vita è troppo importante..

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1 commento »

  1. Ciò che è stato scritto è vero, la colpa principalmente è nostra, ossia degli operai. Io lavoro nell’ edilizia da circa 20 anni e, anche se non sono un muratore, ma bensì un operatore di mezzi d’opera quali pale ed escavatori, di situazioni di grave pericolo ne ho viste molte, ed ho visto, purtroppo anche due episodi in cui hanno perso la vita due miei colleghi, uno folgorato da una scarica elettrica, perché col braccio dell’ autopompa ha toccato i fili dell’ alta tensione ( era la sesta volta che recava in quel cantiere e che si esponeva a questo rischio), l’altro morto schiacciato dal braccio dell’escavatore, mentre era in cabina e tutto questo è accaduto solo perché quel mezzo era sprovvisto del vetro laterale destro perché rotto UN MESE PRIMA. Un mancamento oppure una distrazione ne ha causato la morte. Ebbene sono anni che cerco di fare capire ai colleghi che di fronte a situazioni di rischio, ci dobbiamo rifiutare di continuare a lavorare, e che questo rifiuto deve essere attuato da tutti..invece, io mi rifiuto ed ecco che il “lecchino” di turno è pronto a prendere il mio posto, solo per farsi notare dall’ imprenditore…così io e chi si rifiuta fa la figura del “rompiballe”. I datori di lavoro ed i preposti, anche se hanno l’obbligo di fare rispettare tutte le norme da parte dei lavoratori, quasi sempre non lo fanno, per convenienza visto che molte volte il mancato rispetto di alcune misure di sicurezza fa accorciare di molto i tempi di produzione. Molto più semplice fare salire un carpentiere dentro una benna di un escavatore per armare un muro che dover innalzare e spostare ogni volta un ponteggio oppure farlo arrampicare come una scimmia sui pannelli per non usare un cestello sollevatore o il solito ponteggio… altro che dire che non è possibile far rispettare le norme agli operai…i mezzi a disposizione i datori ed i preposti li hanno: un ammonimento verbale, uno scritto, una sanzione ed anche il licenziamento, questi sono i mezzi..voglio vedere quanti operai sono disposti a rinunciare a qualche ora o giornata di paga perché sottoposti a sanzione…

    Commento di Archimede39 — 2 giugno 2008 @ 13:26 | Rispondi


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