the newmediologo

24 maggio 2008

Brunetta vara l’Operazione Trasparenza

Operazione Trasparenza al Ministero della Funzione Pubblica

Il vulcanico Ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione Renato Brunetta ne ha fatta un’altra delle sue. Con un audace colpo di mano ha esposto i Dirigenti e gli impiegati del suo Ministero alla pubblica curiosità. Visitando da oggi il Sito del Ministero si può accedere dalla Home Page alle pagine dell’Operazione Trasparenza che rendono pubblici gli stipendi dei Dirigenti ed i tassi di assenza del personale del Ministero e delle strutture collegate. Le retribuzioni dei Dirigenti sono elencate in maniera nominativa ovvero le persone citate hanno nome e cognome, pare che gli interessati abbiano autorizzato il Ministero alla pubblicazione.

I dati relativi alle assenze prendono invece in esame i singoli dipartimenti composti da più persone, si tratta quindi di dati aggregati dai quali non si evidenziano le assenze di qualcuno in particolare.

Se i redditi di chi lavora nel settore pubblico sono pubblici, non si vede perchè gli interessati abbiano dovuto “autorizzare” il Ministero alla pubblicazione visto che si tratta comunque di dati riguardanti delle persone che lavorano per lo Stato di cui non è possibile occultare nè i nominativi nè i redditi.

Si spera comunque che il metodo Brunetta non sia solo una operazione di facciata visto che, assicurano dal Ministero, entro una decina di giorni anche i dati del Ministro saranno online.

Dopo l’assurdo clamore suscitato dalla pubblicazione online dei redditi degli italiani, c’è un gruppetto di dirigenti che almeno non ha paura di mostrare il fatto che prende stipendi di tutto rispetto, sia perchè come già ricordato sono comunque dati pubblici, sia perchè non c’è motivo di nasconderlo.

Per quanto riguarda le assenze, è al momento un dato poco significativo che diventerà interessante negli anni successivi, quando si potrà capire se l’ineffabile Brunetta sarà riuscito a diminuire l’assenteismo che almeno per i dipartimenti presi in esame ovvero Funzione Pubblica ed Innovazione Tecnologica si aggirano su una media di 20 giorni/anno su 312 persone con la punta più alta nell’Ufficio Formazione con una media di 30 giorni pro capite su 14 persone mentre il Capo Dipartimento dell’Innovazione non ha fatto nemmeno un giorno di assenza escluse le ferie..

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1 commento »

  1. Dopo due settimane di “cannoneggiamento mediatico” nei confronti dei lavoratori pubblici, il neoministro della Funzione Pubblica Prof. Brunetta ha reso pubblica la sua bozza di disegno di legge di riforma della P.A.

    Tralascio qualsiasi tipo di considerazione sulla disomogeneità di una P.A. vista come un unico calderone nel quale viene confuso l’insegnante, con l’infermiere, il vigile del fuoco con l’impiegato, lo stradino col poliziotto ecc…

    Da una prima lettura viene confermata quella che sembrava essere la reale motivazione di tutto quel battage pubblicitario: la riduzione della spesa pubblica, quantificata in 7/8 miliardi di euro dal ministro stesso.

    In questo senso risultano illuminanti alcuni passaggi del D.D.L.:

    – allineamento durata economica contratti (attualmente 2 anni) alla durata giuridica (attualmente 4 anni);
    – contrattazione integrativa collegata alla situazione economica e finanziaria dell’ente;
    – erogazione dei premi incentivanti a “quote massime” di personale individuate nelle singole strutture;
    – destinazione al personale dirigente di parte delle economie conseguite sui costi di funzionamento;
    – introduzione della CIG e abolizione della possibilità di opzione tra la stessa e la mobilità verso altri Enti.

    In soldoni:
    – i dirigenti potranno guadagnare di più per svolgere quello che è un loro compito istituzionale (gestione economica efficiente);
    – molti degli operatori guadagneranno invece meno (soprattutto nelle strutture a più alta efficienza, a causa del meccanismo delle quote massime di personale incentivato) o coloro che dovessero risultare destinatari di provvedimenti di CIG;
    – infine tutti guadagneremo meno a causa dei rinnovi di contratti nazionali la cui prolungata validità renderà più incidente il fenomeno di mancato recupero del potere di acquisto nel differenziale tra inflazione programmata e reale.

    Commento di roberto celani — 28 maggio 2008 @ 18:40 | Rispondi


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